BENJAMIN!
he/him, 20, 5'5",
ESTP, 7w8,
caotico neutrale
LIKES
taylor swift e fulminacci, i videogiochi, il gin tonic, il tramonto, il caos
DISLIKES
chi usa il suo nome intero, l'estate, i drammi, gli insetti, il prof wilbur
Se non ne hai avuto a basta e vuoi saperne di più, clicca sulle icone!
BASIC INFOS
Nome completo Benjamin "Ben" Atwood
Genitori Flynn Rider e ???
Madre adottiva Rapunzel
Residenza Corona, a palazzo
Data di nascita
2 gennaio 2006
Status Studente presso Auradon Prep
Altro Ha due fratelli ufficiali, Tom e Achille.

Compagno: Rayquaza drago codaspada verde e giallo, incontrato durante un compito estivo col Club degli Esploratori. Comunicano a mente, più per sfinimento reciproco che per reale talento.
Equipaggiamento preferito: ciondolo a coda di balena "gentilmente potenziato" dal Dr. Facilier.
STATISTICHE AFFIDABILI
SARCASMO ✮✮✮✮✮
abilità passiva sempre attiva
FACCIA DA SCHIAFFI ✮✮✮✮✩
ereditata dal DNA paterno, altamente efficace e fastidiosa
ONESTÀ EMOTIVA ✩✩✩✩✩
è forse un leone marino quello che lo sta inseguendo? o stava solo cercando di esternare un'emozione?
GESTIONE DEI PROBLEMI ✮✮✩✩✩
ignora, rimanda, improvvisa. funziona - a volte.
ABILITÀ DA LADRO ✮✮✮✮✮
l'unica eredità di famiglia che non ha mai rifiutato.
YAPPING ✮✮✮✮✮
scappate finché siete in tempo.


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BEN ATWOOD - LE ORIGINI
Benjamin Atwood - non Rider, non Fitzherbert, nonostante il padre fosse esattamente quel Flynn Rider lì, il famoso ladro, poi marito di una principessa dai capelli magici. Il tipo di eredità che avrebbe dovuto aprire porte, in teoria, ma che nella pratica aveva aperto solo un infinito elenco di domande a cui nessuno a Corona aveva mai avuto né voglia né tempo di rispondere.Di sua madre sapeva due cose per certo: che era nato prima che suo padre incontrasse Rapunzel e che era stato lasciato in una cesta sulla soglia con un biglietto di cui non gli è mai stato permesso di leggere una parola o vedere fisicamente. Da bambino chiedeva, poi ha smesso. Non perché non volesse più sapere, quello mai, ma perché era stanco della risposta standard - un'alzata di spalle, nella migliore delle ipotesi.A palazzo occupava una posizione che nessuno si era mai preso la briga di definire con esattezza: principe quando serviva, ma abbastanza malvisto ed estraneo da potersene andare in giro per il regno senza che nessuno controllasse troppo. Non se n'è mai lamentato granché, anzi, ne ha fatto una specie di superpotere personale ogni volta che aveva bisogno di sparire per un po'.Il rapporto con Rapunzel? Affetto vero, quello non lo aveva mai messo in discussione, nonostante non vi fosse alcun legame di sangue. Per qualche motivo a lui sconosciuto, la principessa l'aveva preso estremamente in empatia. Con Flynn? Una situationship più complicata. Somigliava più ad una partnership professionale che ad un rapporto padre-figlio - due soci di una banda che condividono più codici segreti che cene di famiglia. Gli ha insegnato tutto quello che sapeva del mestiere, ogni trucco, ogni scorciatoia, al punto che per anni Ben ha sinceramente pensato che quella fosse l'unica lingua che suo padre sapesse parlare, almeno con lui. Spoiler: aveva ragione."Corri e sei un ladro, cammina e sei solo qualcuno che ha fretta." Il suggerimento migliore che gli avesse mai dato fu del loro primo colpo insieme. Nulla di che di fatto: rubare una scatola di latta con dentro qualche moneta e cianfrusaglia. Il colpo riuscì e Ben fu riaccolto da Flynn con un fischio di approvazione e uno sguardo che non gli aveva mai visto rivolgergli e che non avrebbe saputo definire in altro modo se non orgoglio. "Del primo bottino si tiene sempre qualcosa" e Ben da quel colpo ottenne solo un consiglio ed una bussola rotta recuperata dalla scatola. Dopo quel giorno le loro interazioni si limitarono sempre più ad un range che variava dal decidere che colpo tentare a pianificare come eseguirlo.Forse per questo il cognome Rider aveva smesso di sembrargli poco a poco suo. Non per un torto preciso, solo per un accumulo lento di tutte le volte in cui qualcosa non tornava, in cui quella distanza sembrava ormai incolmabile. Atwood è arrivato come una decisione presa in silenzio, senza chiedere permesso a nessuno, anche perché ormai aveva imparato che tanto nessuno glielo avrebbe comunque dato.Ben, comunque, sa che le risposte che cerca sono da qualche parte a palazzo a Corona e una notte era anche andato pericolosamente vicino ad ottenerle rovistando tra i vecchi bauli di Flynn. Fu Rapunzel a coglierlo sul fatto e a vegliare su di lui fino all'alba, per poi far sparire quel taccuino di memorie. Lì qualcosa si ruppe in definitiva: un conto era non rispondere alle domande, ma un conto era frapporsi attivamente tra lui e le risposte che cercava e che aveva in mano.Ora studia all'Auradon Prep. Voti decenti e non ha ancora fatto saltare in aria la camera né la scuola, il che tutto sommato è un traguardo. Da quando è a scuola, però, non ha più rimesso piede a casa, nonostante le lettere di Rapunzel e i continui refill del conto intestato - che comunque si rifiuta di utilizzare e nega addirittura di avere, preferendo di gran lunga sfruttare il portafoglio di Tom. Le condizioni di Ben erano chiare: io torno, ma voi mi date il taccuino. Fino a quel giorno per lui a Corona continueranno ad essere degli estranei.

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IL TACCUINO
[ memoria bloccata, accesso negato ]

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LA MAGIA DI FACILIERFunzioni incluse già conosciute ed utilizzate
Evocazione di oggetti temporanei - solitamente a tema voodoo o con dubbi colori come marchio di fabbrica
Fiamme viola - sì, bruciavano davvero
Richiamo degli amici nell'aldilà - ottimi giocatori di pokerFunzioni NON incluse e già provate
Creazione di qualsiasi cosa viva
Guarigione o danno diretto
Oro vero o soldiIl prezzo un pezzo d'anima ad utilizzo. Più l'effetto è grosso o più Ben emotivamente compromesso nella richiesta - che ne sia consapevole o meno -, più costa. Forse dovrebbe imparare ad usarlo con parsimonia. O non usarlo affatto.
IL PATTO
Era da poco arrivato ad Auradon e ancora non si sapeva orientare bene per la scuola. Quei corridoi sembravano labirintici per uno studente confuso che voleva solo rientrare nella propria camera a notte fonda dopo una serata di festeggiamenti. Gli bastò una svolta sbagliata per ritrovarsi in giardino, proprio sul retro della scuola.Fu lì che lo trovò. O meglio, che Facilier si fece trovare - forse non se lo chiese mai davvero abbastanza.La conversazione fu strana fin da principio. Lo stregone non gli chiese cosa sapesse fare o perché fosse lì, gli chiese invece di suo padre, non per sentito dire, ma per reale interesse, e da dove venisse quello sguardo che si portava dentro. Ben si sorprese a rispondergli e ancora di più a scoprirsi continuare a parlare con qualcuno che sembrava ascoltarlo così stranamente interessato a lui. Poi come era apparso, scomparve tra le ombre del sole ormai tramontato.Non si mostrò subito per ciò che era. I loro incontri erano sporadici e randomici: un consiglio non richiesto lasciato cadere al momento giusto, una domanda che nessun altro si era mai preso la briga di rispondere, un'attenzione stranamente arrivata e quasi impossibile da rifiutare. Facilier ascoltava. E non fingeva neanche troppo: ascoltava davvero, perché ogni dettaglio che Ben gli offriva sulla propria vita e sulla propria famiglia era materiale utile e un buon predatore non spreca mai informazioni. Ma per Ben la differenza tra essere ascoltato e studiato non fu - e non è, ad oggi, ancora convinto dell'assoluta bontà nelle sue gesta - mai abbastanza chiara da destare sospetto.Era l’equinozio di primavera ed il gruppo di scatenati studenti era rientrato dall'ennesima missione suicida affidata loro dal veramente poco responsabile Preside Ben. La scuola a quell'ora era praticamente vuota, eccezion fatta per Ben che vagava senza una vera e propria meta in mezzo alle ombre allungate del tramonto.Il loro incontro sembrò essere come tutti gli altri in un primo momento: domande troppo personali e risposte ingenue. Poi la conversazione virò sulla collana a forma di coda di balena che Ben portava al collo, una reliquia "presa in prestito" dalla tana del temibile Tamatoa. Senza che nessuno glielo chiedesse, Ben se la sfilò per porgerla con orgoglio, come si mostra un trofeo a chi si spera possa davvero apprezzarlo.Facilier la fece girare a lungo tra le dita prima di restituirgliela. "Solo un pezzetto di te". Il tono suadente, non transazionale, non distratto. Quasi affettuoso. "Roba che, a come ne parli, non pensi nemmeno di usare granché".Ben se la rimise al collo senza esitare.Non ci fu nulla di plateale, solo un freddo sottile lungo lo sterno, seguito da qualcosa che assomigliava ad un terribile sollievo - come se qualcosa, dentro, si fosse finalmente slacciato dopo anni. Non pensò mai al prezzo che scelse di pagare ad ogni utilizzo di quel frammento di magia che così ingenuamente ha preso in prestito.

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